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Il Ritratto di Dorian GrayLa vita ha in serbo tutto per voi. Non c’è nulla che voi non possiate ottenere, con la vostra straordinaria bellezza...Io non ho talenti straordinari. Sono solo appassionatamente curioso..Se non ami me,ama quello che scrivo,e amami per quello che scrivo.
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Citazioni famose
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May 16 "Ciò che facciamo in vita riecheggia nell’eternità !!!”“Ciò che facciamo in vita riecheggia nell’eternità !!!” .. Ultimamente concordo molto con questa frase… è vero !!! Ma è ancor più vero che tutto quello che diamo agli altri ci verrà dato indietro quando servirà , e così in questi giorni mi trovo circondato da amici che mi stanno aiutando nell’iniziare questo nuovo viaggio!!! E’ bellissimo poter contare sulle persone care, io ringrazio Dio per tutte le persone che mi ha messo vicino e per tutte le persone che continuano a camminar con me !! E ringrazio Voi, cari amici , così disponibili e generosi, con voi ogni cosa diventa un gioco ed una nuova avventura …
Grazie !!!! May 09 Sono Tornato !!!!"SONO TORNATO !!!"
... urlò appena mise piedi in quel triste e desolato BAR... era stato via per diversi mesi, aveva lasciato tutto dicendo che si sentiva soffocare, dicendo che a 39 anni doveva conoscere qualcosa di più di quelle quattro vie e di quel misero BAR.
I suoi amici avevano alzato un boccale di birra brindando e dicendo solo "Torna presto !!!" e così lui aveva preso i suoi 4 stracci ed era partito alla conquista del mondo, solo pochi cent in tasca ma tanta voglia di stupire tutti.
"SONO TORNATO !!!" ripetè ancora più forte, i suoi amici voltarono di poco la testa , alzando il loro boccale di birra e brindando al suo ritorno, solo uno aggiunse
"Com'è il mondo ?!?"
e lui rispose "Avariato !!!!" . May 06 Ed ora si cominciaEbbene si , ora si comincia una nuova avventura, dopo 5 anni vissuti in quel di Via Sciamanna si cambia casa!!!
Ma cosa ancora più dura si cambia quartiere, dopo ben 40 anni !!!!
Mi sono sempre pensato come un uomo senza radici, non attaccato ai luoghi, senza fissa dimora con una tenda sempre pronta, ma ora che il cambiamento e così forte tanti pensieri emergono, e tanti ricordi tornano alla mente.
Io ho visto cambiare e crescere Monte Mario e Torrevecchia, ho visto togliere parchi e costruire palazzi, cambiare il corso della ferrovia, aprire strade nuove e buttar giù il muretto dove ci ritrovavamo a 15 anni con la mia piccola comitiva, "il muretto del pincetto", ma ero sempre lì a Monte Mario.
Ora sto crescendo e le scelte da fare sono di tempo ed economiche e quindi ho deciso di lasciare quei luoghi per avvicinarmi al lavoro...
Cosa mi aspetta ? come sarà questa nuova avventura? non è consentito sapere , bisogna provare !!! ed io ci proverò !!!!
Dove faremo la nostra tana oggi ? Perchè d'ora in poi seguiremo nuove tracce !!!!
Buona Caccia
May 05 Eppur mi manchi !!!Strani pensieri che si rincorrono, strane sensazioni, strani stati d'animo !!!!
Tu donna dal volto sconosciuto sei entrata nei miei pensieri e nella mia anima !
Sono innamorato di te, persona sconosciuta, donna mai incontrata, cuore del mio cuore !
Ma chi sei ? dove sei ? come hai fatto ad entrare nel mio cuore ?
Mi manchi, eppur non so chi sei.
Ti voglio , eppur non ti conosco.
Si può essere innamorati di un qualcosa di intangibile ?
Si può essere innamorati senza sapere di chi ?
Sei l'aria che respiro, sento il tuo profumo attorno a me !!!
Vivo nell'irrequietezza, ogni giorno che passa, sempre di più!!!
Eppur sono felice !!!!
January 30 L'inizio della Fine - continuaInga-Britt era appena giunta nella città di Alderon, il suo cavallo era stremato, dieci giorni di viaggio , con pochissime soste, per arrivare a destinazione prima della luna nuova. Ricordava ancora le parole di Viviana, la Sacerdotessa “La Grande Madre mi ha visitato questa notte è mi ha detto che il tempo è finalmente giunto, la profezia si sta avverando, dovrai recarti nella lontana Alderon e lì aspettare il figlio del rinnegato, lo riconoscerai dal medaglione che porterà al collo !!!”, non aveva aggiunto altro se non di non perdere tempo, doveva arrivare prima del cambio della luna. Lei aveva preso con se la sua bisaccia, aveva indossato il lungo mantello nero da viaggio ed era partita senza farsi vedere da nessuno, sola con il suo cavallo, un bellissimo Hunter Irlandese colore della notte, che lei aveva battezzato Stardust, per la bianca stella disegnata sulla sua fronte . La prima cosa da fare era trovare una locanda dove riposarsi e far riposare il suo cavallo, e Alderon era nota per le sue innumerevoli locande, alcune erano chiassose e affollate collocate proprio sulla via principale, altre più tranquille e nascoste dove poter passare inosservati, e Inga-Britt non voleva dare all’occhio così lontana dalla sua Isola. La sua Isola, quanto le mancava, d’altronde era la prima volta che si trovava così lontano da essa, e per tutto questo tempo; si, in passato aveva fatto altri viaggi in terra ferma, ma solo per brevi periodi, due giorni al massimo, e sempre per partecipare a delle cerimonie particolari, nulla di più. Questa era la sua prima missione, era la più giovane sacerdotessa del culto della Grande Madre , e nonostante ciò Viviana non aveva avuto dubbi nello scegliere lei. Scelse una locanda vicino al porto, furono il nome ed il disegno sull’insegna a convincerla che quello era il posto giusto dove trovare riparo, molto spesso si faceva guidare dai piccoli segni che incontrava lungo la strada e quello non era poi così piccolo, si chiamava la Falce di Luna, e un piccolo spicchio di luna era disegnato sull’insegna, proprio come la falce di luna argentata che aveva sulla fronte e che contraddistingueva le sacerdotesse della sua Isola. Le torno alla mente una notte di qualche anno prima, la notte in cui si votò alla Dea Madre, in cui divento sacerdotessa; era la notte di Beltane, c’erano falò accesi ovunque, lei era vestita di una veste bianca, i suoi lunghi capelli color nero corvino le coprivano le spalle fino ai glutei, i suoi piedi scalzi poggiavano sulla calda Terra, e sentiva la forza della Grande Madre entrare in lei. Circondata da sacerdotesse che intonavano un’antica canzone, Inga-Britt si sentiva leggera, le sembrava quasi di non essere nel suo corpo, aveva voglia di danzare alla luna ma non era sicura di poterlo fare, quindi era lì in attesa che qualcosa accadesse, non le avevano detto cosa si doveva aspettare, e mentre attendeva si soffermò sulle parole della canzone.
"Io sono la Grande Madre, Io sono la Madre benedetta, Adoratemi come l'Anziana,
Il canto andò scemando ed in lontananza si potevano udire altre note che pian piano prendevano d’intensità, voci maschili e musica barda, se qualcuno si fosse trovato lì avrebbe visto una lunga colonna di Bardi, con in mano delle torce, avanzare verso il cerchio delle Sacerdotesse. Al centro della colonna c’era un uomo con i fianchi cinti da un panno, il dorso nudo ed una maschera a forma di cervo che gli copriva il volto. Inga-Britt si sforzo di capire le parole del nuovo canto e nella sua mente affiorarono delle immagini di luoghi e persone che non aveva mai visto, almeno in quella vita.
“Io sono il radioso Re dei Cieli, inondo la Terra di calore ed incoraggio i semi nascosti della creazione ad irrompere e manifestarsi. Io sollevo la mia lancia luccicante per illuminare le vite di tutti gli esseri ed ogni giorno riverso il mio oro sulla Terra, scacciando i poteri dell’oscurità. Io sono il signore delle bestie selvatiche e libere. Io corro con il leggiadro cervo e volteggio come un falco sacro nel cielo scintillante. Le antiche foreste ed i posti selvatici emanano i miei poteri, e gli uccelli dell’aria cantano la mia santità. Io sono anche l’ultimo raccolto, offro grano e frutta sotto la falce del tempo in modo che tutti possano essere nutriti. Perché senza semina non ci può essere il raccolto; senza inverno, niente primavera. Adoratemi come il Sole della creazione dai mille nomi, lo spirito del cervo cornuto nella foresta, il raccolto infinito. Osservate nel ciclo annuale delle feste la mia nascita, morte e rinascita e sappiate che tale è il destino di tutte le creature. Io sono la scintilla della vita, il Sole radioso, colui che dà pace e riposo, e mando i miei raggi benedetti a riscaldare i cuori e rafforzare le menti di tutti.”
Quando la colonna giunse in prossimità del cerchio alcune sacerdotesse si spostarono lasciando un varco aperto, i bardi fecero due colonne e Inga-Britt vide il giovane uomo con la testa di cervo avanzare verso di lei, ed in poco tempo si trovarono uno dinnanzi l’altro. Allora il cerchio si ricompose, ora era formato da sacerdotesse e bardi, ed i canti divennero un canto solo, le voci una voce sola, il giovane Dio Cervo la prese in braccio e la adagio sull’altare di pietra che si trovava alle loro spalle, i suoni dei tamburi salivano di intensità, la leggerezza che aveva sentito prima ora era sparita, si sentiva forte, padrona del mondo, ora sapeva cosa doveva fare, ora era lei la Grande Dea. Una leggera brezza si alzò sui campi portando l’odore del fieno tagliato, i fuochi facevano risplendere le alte pietre che circondavano l’altare, ogni cosa le sembrava un uno con l’universo, il Dio Cervo era entrato in lei e la possedeva al suono dei tamburi, i suoi movimenti erano dettati dalla musica e prendevano intensità con il crescere del suono e diventavano più lenti con il calar del ritmo, Inga-Britt provava sensazioni mai conosciute, ora la sua mente vagava fino ai confini del mondo, sentiva un grande calore uscire da lei, stava scoprendo cosa voleva dire amare. Le mani del Dio Cervo le cingevano i fianchi e i loro occhi si guardarono con forte intensità, fu proprio in quel momento che lui emise un forte gemito e lei senti tutta l’energia del giovane inondarla. Passarono pochi secondi e Viviana alzo un braccio, a quel gesto il silenzio calò nel cerchio e lei si sentì stremata, il giovane Bardo giaceva senza forze al suo fianco, un raggio di luna li coprì con il suo caldo manto, e la leggera brezza continuò a carezzarle i capelli. Si sveglio alle prime luci dell’alba, il Bardo non era più lì, non avrebbe mai saputo chi fosse, i fuochi erano spenti, si vedeva solo del fumo salire verso il cielo, si sentiva cambiata, cresciuta, prese il suo pugnale che si trovava ai piedi dell’altare e lo usò come specchio, e finalmente lo vide, proprio sulla sua fronte c’era la falce di luna, il regalo della Grande Madre. Ora era una sacerdotessa. January 10 L'inizio della Fine - Il mio primo Fantasy -Finalmente ho avuto il coraggio di scivere l'incipit del mio Fantasy.. sono anni che ho questa scena in mente e che non ho il coraggio di farla diventare realtà... e solo l'inizio ma .....
Il cavallo avanzava, veloce, sul terreno impervio, sollevando un grosso polverone al suo passaggio, il cavaliere era concentrato nella sua folle corsa, non capiva perché ma sapeva di non poter perdere tempo, non conosceva la destinazione ma una forza misteriosa ed invisibile guidava i passi del suo destriero. Erano giorni che viaggiava ininterrottamente, senza mangiare, nutrendosi solo dell’ambrosia che il saggio Morgan gli aveva donato, eppure non aveva fame, non conosceva stanchezza ed i suoi sensi erano sempre all’erta. Il sole stava tramontando portando con se il quarto giorno, da li a poco sarebbe calata la notte e quindi nuova forza per il cavaliere. Lunghi capelli argentei uscivano fuori dal cappuccio che copriva il suo volto, cappuccio che raramente toglieva quando era in vicinanza di qualche centro abitato; sapeva che la sua carnagione scura poteva essere un problema e che la sua razza non era ben vista in quella parte di mondo, veramente non era vista bene in nessuna parte del mondo in superficie, questo era quello che gli aveva detto suo padre poco prima di morire, oltre ad avergli insegnato ad usare le due scimitarre che gli aveva lasciato insieme ad una statuetta d’onice raffigurante una pantera.
La radura stava diventando sempre più buia, l’aquila rientrò nella caverna e si posò sulla culla, in quel mentre un grigio lupo si destò ed usci per cominciare il suo turno di guardia. Erano lì da quando la bambina era venuta alla luce, sapevano che solo una persona poteva avvicinarsi a lei, nessun altro l’avrebbe portata via. Così diceva la profezia : “Nascerà un giorno d’estate, l’acqua ed il fuoco la concepiranno, il vento e la terra la proteggeranno, e solo il figlio del rinnegato potrà trovarla e portarla con se !!”. Silenziosa, nata pochi giorni prima, una dolcissima bambina con i capelli rossi come il fuoco e gli occhi di un blu intenso come il profondo oceano, giaceva in una culla fatta di roccia, coperta da un drappo azzurro. Tutta la caverna era intrisa di magia, ma non magia umana , bensì l’antica magia degli Elementi che governano l’universo, la bambina stessa era la fonte di tale magia.
La notte era giunta, il cavaliere respirò a pieni polmoni, e i suoi occhi, di un intenso color viola, poterono finalmente vedere senza difficoltà, mentre galoppava si tolse il cappuccio ed una folta chioma argentata si liberò al vento. D’un tratto il cavallo si arrestò, fiutando nell’aria, il cavaliere si allertò e cominciò a scrutare all’orizzonte, udì un ululato provenir dalla parte opposta della radura, guardò in quella direzione e vide la caverna ed in cuor suo sentì di esser finalmente giunto a destinazione. Spronò il suo destriero sulla radura, giunto nei pressi della grotta si fermò nuovamente e scese da cavallo, il lupo gli venne incontro e cominciò a ringhiare, Vorn Do'Urden stava per impugnare la sua scimitarra, Twinkle , quando si accorse che sopra l’entrata c’era lo stesso simbolo rappresentato sul medaglione che gli aveva consegnato Morgan prima di partire, una croce con quattro scritte sui quattro punti cardinali, si poteva leggere, partendo da nord e procedendo in senso orario, Tzaphon, Mizrach, Darom e Maarab. Il Drow capì, tirò fuori il medaglione da sotto la camicia e appena il lupo lo vide abbasso il capo e si fece indietro permettendo a Vorn Do’Urden di entrare. Quando mise piede nell’antro venne avvolto da un enorme senso di pace e serenità, e man mano che avanzava sentiva sparire anche la più piccola traccia di stanchezza, giunto infine al centro della grotta la vide e non poté far a meno di inginocchiarsi. Si fermò ai suoi piedi per un tempo che non riuscì a decifrare, poi si alzò e finalmente ebbe il coraggio di prenderla in braccio, lei gli sorrise e lui comprese il perché del suo lungo viaggio e capì che quella bambina avrebbe riportato l’equilibrio tra la Legge ed il Caos. January 07 La linea d'ombraLa linea d'ombra la nebbia che io vedo a me davanti per la prima volta nella vita mia mi ritrovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo mi offrono un incarico di responsabilità portare questa nave verso una rotta che nessuno sa è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare. Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò? dove mi condurrà la mia natura? La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione guardando il cielo un senso di oppressione ma è la mia età dove si guarda come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo l'astrologia che mi racconta il cielo galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare. Mi offrono un incarico di responsabilità non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare come sarò quando avrò attraversato il mare portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò "levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione." December 13 Natale in Famiglia"Ebbene si, stanno a arriva' le feste de Natale... so tutti contenti, so tutti felici... so tutti piu' boni... a me me rode er culo... e divento ancora piu' stronzo si e' possibile. A Natale te se riempie la casa de parenti, zii, zie, cugini, cugine, nipoti, nonni, pro zii, pro zie, de tutto, gente che vedi solo pe 2 motivi, le feste o i funerali ... tocca mettese i cartellini sul petto pe ricordasse i nomi. Insomma se comincia er 24, dalla mattina appena me arzo, mi madre parte co la tiritera.... Scenno, manco me siedo pe fa colazione che parte la lagna... 'ricordate che er 24 e' vigilia, quindi er 24, PESCE...' me la guardo ancora nel sonno e je dico 'a ma' sto a fa colazione, posso magna' i biscotti o devo inzuppà na spigola nel latte???' Insomma a casa ce sta n'armata de affamati, gente che pare che non magna da na vita, aspetteno er Natale cor veleno, da metà novembre stanno a insalatine pe non rovinasse l'appetito, insomma oramai a casa mia non fanno piu' la spesa al dettaglio. L'anno scorso hanno preso 123 mq de mediterraneo e 83 mq de mar baltico... te dico solo che mi nonna stava pe infarinà e frigge er capitan findus, sto cojone stava a passa nello spazio de mare che s'eravamo comprati, lui co quel cazzo de peschereccio azzurro. C'e' gente che pe magna' conosce i peggio trucchi... de solito a cena dopo un par de portate se slacceno la cinta... mi zio l'anno scorso pe frega' i parenti s'e' presentato in tuta: cosi' non comprime e po magna' de piu'! Insomma la cena scorre, se finisce de magna' ed e' l'ora dei regali... In tutte la famiglie ce sta quella che vole fa l'istruita, pure che ha fatto pe puzza la seconda elementare... e allora senti mi zia che da il regalo al marito della sorella e je dice... 'tieni, un bel CARDIGAN', che mi zio c'aveva paura fosse un cane da riporto del Caucaso, ha aperto col terrore... Poi co un sospiro je fa: 'ah! un maglione coi bottoni... m'ero preso na paura'. fiuuu! pericolo scampato! Sempre lei e' quella che fa i regali impegnati ai nipoti, viene e te fa... 'tieni un bel libro, che la cultura e' importante!'. 'A zi, sara' pure importante ma si me regali 'I 3 moschettieri' che c'ho 35 anni, che cazzo de cultura voi che me faccio...' Ma la cosa piu' bella, che va contro tutto quello che ce viene detto in televisione, so i regali della nonna. So anni che sentimo di che co l'euro tutto e' aumentato: quelle che erano 5 mila lire, mo nella nostra mente, so 5 euro.. si er cazzo che te se frega... mi nonna me regalava 50 mila lire prima, mo uno se spetta 50 euro... e invece no!! te se presenta co un pezzo da 20.. un pezzo da 5 e 50,20 e 10 centesimi... te verrebbe da daje na sediata. Mi nonna e' la vera risposta italiana al problema euro! Poi la gente se ne va a casa, ma er peggio deve ancora da venì. Er peggio e' il 25!!!! La notte io non ce dormo... so' teso... impaurito... I preparativi pel 25 partono dall'Immacolata. Se riuniscono le donne e se mettono a decide... che famo che non famo... agende co le ricette, puntate registrate della prova del cuoco... poi alla fine se finisce sempre a magna' le stesse cose... Te alzi la mattina, entri in cucina, e le vedi li, manco stessero a sperimenta' la fusione a freddo. Appena provi a entra' te fanno 'CHE VOI?'...'niente che vojo, un bicchiere d'acqua'... 'NO, mo aspetti'... manco i vietcong ereno cosi'. Poi pare sempre che e' successo qualcosa, so tutte co la faccia disperata.. Te spaventi, ce stai male e domandi 'che e' successo?'... 'lascia sta...' '..come lascia sta? vojo sape'! Aho, se so cose della famiglia, c'ho il diritto de sapello'... Te guardano co la faccia distrutta... e te dicono '... la besciamella ha fatto i grumi'.... MA ANNATEVENE A FAN CULO VOI, E LI GRUMI!! Da 30 anni, er 25 c'ha er menu fisso...e non solo quello. La cosa peggio che po' succede e' il doppio tavolo: uno pei grandi e uno pei piccoli. Me dava ar cazzo da ragazzino... ma adesso me fa proprio smadonnà... L'anno scorso se semo ritrovati al tavolo che er piu' piccolo c'aveva 25 anni... Gente che e' ita in guerra, gente co 2 divorzi... pero' sei sempre relegato al TAVOLO DEI PICCOLI. L'unica cosa e' che da 2 anni a sta parte ce danno pure i coltelli. Poi nel mentre che se magna, noti che er fratello de zio, che er 24 c'aveva la tuta, oggi s'e' presentato co la tunica che ha fregato a un lavavetri al semaforo. Sotto e' rigorosamente nudo, che le mutande segano!!!! E c'ha la faccia contenta. Hai capito si che stratega, er Bonaparte del colesterolo!!! Er pranzo finisce, se contano i superstiti, se sparecchia, se lavano i piatti e poi... e poi... se gira a tovaja che da bianca diventa verde... se comincia a gioca' a carte!!! E a che se gioca? a sette e mezzo? NO! Se gioca a BESTIA!!! Er gioco dell'infamita', tutti contro tutti. Er tipico momento arriva co un piatto de na quarantina de euri. Comanda coppe. Te c'hai er 3 secco.... bussi... sei de mano te senti un leone... bussa solo tu nonna. Te dici.... 'nonna me vo bene, m'ha cresciuto, sto tranquillo...', cambi 2 carte. Non t'entrano altre briscole ma t'entra un carico. Un po' de paura ce l'hai, ma ostenti sicurezza. La vecchia non deve intravedere il minimo turbamento in te, so come i cani... sentono si c'hai paura. Allora parti: lanci er carico a denara. Tu nonna te lo magna col 2 de coppe. Cominci a sudà freddo e te dici 'no, non ce lo po ave', no, non me po' di cosi' sfiga....' E invece che fa? Cala er COPPONE.... Poi co lo sguardo finto dispiaciuto te dice: ' Bello de nonna tua e' il gioco...' Te butti er 3 smadonnante e lei non contenta butta er 5 a spade, che te c'avevi er 4. Insomma tu nonna t'ha mannato in bestia.. 'cci suaa!! A me m'ha fermato mi padre appena in tempo, je la stavo pe da na lamata... Gia' me fai i regali pidocchiosi poi te li ripii pure... Poi dici li metti all'ospizio!! Comunque, giocando giocando se fa ora de cena e parte la domanda retorica: qualcuno cena? E c'e' gente che ancora c'ha er coraggio de di de si..... Poi che vordi' sta divisione cena-pranzo-cena... Io so sicuro che l'anno scorso mi zio s'e' messo a sede er 24 e s'e' rialzato er 2... Ma arriva l'ora de salutasse... e la solita manfrina: 'se vedemo troppo poco. tocca organizza' piu' spesso...' Vedi tu nonno che se fa du conti e dice... 'Aho' contando che er Natale vie' na volta l'anno, la prossima occasione deve da esse....' Ed e' allora che parte un sonoro 'ANNATEVENE UN PO' AFFANCULO TUTTI QUANTI!' ....che bello er Natale in famiglia..."
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